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''Dylan Dog Vs. Tex'' - di Bruno Brindisi 1999 E' proprio enorme il successo che Dylan Dog ha saputo abbracciare a sè e che ancora stringe forte ,come sà fare un vero Comic.

Quel che oggi più stupisce è che il personaggio và conquistandosi una posizione di tutto rispetto tra gli eroi del comics italiano ,ma intanto si è affrancato dalla scomoda etichetta di "fenomeno di costume" per acquisire uno status fermamente consolidato nell’immaginario collettivo!

E' pur vero che nei suoi intensi mesi di vita mesi si è avuta una escalation di prodotti di merchandising (tarocchi, magliette, regali di San Valentino , figurine , specials ed altri gadgets) ma Dylan vive un’esistenza a sé, lontana dalle edicole e dalle librerie..Difatti è in un meccanismo piùttosto complesso che và ricercata la fortuna di Dylan Dog.

Attraverso la psiche contorta del protagonista di ogni storia, ma anche quella dei Mostri il lettore sà riscoprire lati nascosti di sè stesso, in particolare un adolescente, che (essendo in una fase di transizione) scopre dentro se Stesso nuove sfaccettature che spesso lo confondono ,dandogli l’impressione di essere diverso.
Anche se il genere dylaniato è stato quasi sempre lo stesso il successo non seguì sempre la stessa costante ,specie all'inizio: dopo successi ed anni di fama grazie a personaggi come Tex, Zagor e Martin Mystère, nel lontano 1986 l'editore Sergio Bonelli decise di azzardare una nuova serie a fumetti che potesse conquistare i lettori più giovani, e puntò a sorpresa sull'horror;

Il primo impatto col pubblico fu quasi sconcertante: nella prima settimana le avventure di Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, s'intristirono mestamente sugli scaffali delle edicole; ben presto però, grazie al consueto passaparola, che rende una novità di qualità un successo, il numero uno venne esaurito trasformando il fumetto in un vero oggetto di culto. Spiegare un interesse così clamoroso non è facile: uno dei motivi principali è l'evoluzione che ha subito la serie nel corso degli anni.

La Sergio Bonelli Editore , nel frattempo, aveva inizialmente deciso di inserire il personaggio in un mondo di mostri (convinta dal successo delle storie soprannaturali di Zagor contro vampiri, ufo e lupi mannari), ma Tiziano Sclavi, la mente che sta dietro a Dylan Dog, ebbe la geniale idea di far risaltare soprattutto l'orrore quotidiano, la follia che si nasconde dietro la faccia bonaria del vicino di casa, la disperazione di un impiegato alle poste davanti alla maleducazione dei clienti, l'impossibilità di essere sé stessi in un mondo che accresce ogni giorno l'angoscia interiore pur negando l'esistenza del male. Il lettore ha così capito di trovarsi sotto gli occhi la realtà, non un fittizio universo cartaceo, e lasciarsi trascinare in queste avventure sorprendenti è stato facile.
"Certo, sono felice", dice Tiziano Sclavi "ma sono anche tanto preoccupato" proprio per il successo. "(Sento molto la responsabilità)".
''Dylan Collection'' - <%=readPar(
Dyd conta ormai ben più di un semplice successo: è un autentico fenomeno-mito. Ottocentomila copie mensili di tiratura, tra inediti e ristampe sempre in corso, non sono davvero poca roba.

Un migliaio di articoli da quelli dalle "fanzine fumettare" a quelli dei quotidiani per così dire più autorevoli; due Horror Fest svoltisi a Milano nel nome di Dylan Dog con un’affluenza impressionante di pubblico; una pioggia incessante di richieste di merchandising, coedizioni e diritti cinematografici e televisivi stanno a dimostrare appunto la superiorità del fumetto di Tiziano Sclavi su tutti gli altri nuovi fumetti. Dylan Dog è un punto di convergenza per i lettori giovani delle più svariate provenienze. Non solo lo acquistano e lo leggono, ma gli parlano, hanno da dirgli qualcosa di sé, e dall’indagatore dell’incubo aspettano di apprendere qualcosa di sé. Le lettere per Dylan Dog all’editore Sergio Bonelli sono più di 500 al mese. Se Tiziano Sclavi confessa di sentir molto la responsabilità è senz’altro giustificato.
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