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Tiziano Sclavi Tiziano Sclavi è il grande creatore/autore/sceneggiatore di Dylan Dog ..
Un personaggio decisamente insolito ed unico come il suo ruvido figlio di carta: vive isolato dal mondo a Milano, solo in mezzo a montagne di libri e videocassette, non frequenta quasi nessuno, ma conosce benissimo la psicologia della gente comune, le paure, i drammi e le ossessioni che condizionano le esistenze nell'insensibile società della nuova generazione.
Oltre che a "fumettaro" si riconferma anche un ottimo uno scrittore dotato di inesauribile capacità narrativa (vincitore tra l’altro del premio Noir in Festival per il miglior romanzo mystery edito nel 1992)..

  • Alcune note biografiche..

  • T. Sclavi è nato a Broni (Pavia) il 3 aprile 1953. Lavora nell’editoria per i giovani da vent’anni. Ha cominciato, infatti, a pubblicare articoli e racconti sul Messaggero dei Ragazzi nel 1971.
    Nel 1973 è approdato, sotto lo pseudonimo Francesco Argento, al Corriere dei Ragazzi con alcuni racconti gialli che nel 1974 raccoglierà in volume per l’editore Bietti sotto il titolo I misteri di Mystère.
    Ma, comunque, nel 1974 non si limiterà a questo: esordirà in campo fumettistìco con sceneggiature anonime per la serie "Gli Aristocratici" creata da Alfredo Castelli per il Corriere dei Ragazzi, pubblicherà nelle edizioni del Formichiere il romanzo - Film firmandolo regolarmente Tiziano Sclavi e un breve romanzo giallo a puntate ancora come Francesco Argento e ancora per il Corriere dei Ragazzi. Ma, dato che c’è, collaborerà alla terza pagina dì Stampa sera con racconti gialli e fantascientifici.
    A ventun anni presenta tutte le caratteristiche del grande creatore di narrativa popolare. È vorace e prodigo alla stessa misura.
    Nel 1975 rinuncia allo pseudonimo, firmando per l’ultima volta come Francesco Argento il romanzo horror "Un giorno di sangue" edito da Campironi e continua tutte le sue collaborazioni anonime o firmate, cominciando a essere un acquisto appetibile per l’industria culturale. I suoi scritti vanno sempre bene, ma conviene prender lui tutt’intero, anche se è di dimensioni e peso considerevoli, per sfruttarlo meglio. Uno che ci sa fare e per di più ci si diverte.
    Nel 1976 è assunto dal Corriere dei Ragazzi, come redattore a tempo pieno, anzi pienissimo, fa molte rubriche, tra le quali spicca per divertimento "Sottosopra". E' il direttore Alfredo Barberis gli affida una serie con due detective per il disegno di Giorgio Cavazzano. Altai e Jonson l'anno successo e sopravvivranno anche alla chiusura del Corriere dei Ragazzi sul Mago e su Orient Express. Ma al Corriere dei Ragazzi Tiziano Sclavi dà anche altre storie, da Archivio Zero a Bizzarro, e, ovviamente, collabora a tutti i periodici del Corriere della Sera, Amica e Salve compresi. Per riprender fiato scrive canzoni d’amore.
    Quando il Corriere dei Ragazzi, in un periodo particolarmente tarantolato dell’industria culturale, prima comincia a ridurre i fumetti, poi ci rinuncia del tutto, spacciandosi per Corrier Boy tutto musica e, alla fine, rinuncia alla propria stessa vita, Tiziano Sclavi passa al Corriere dei Piccoli, aumentando magari le collaborazioni ovunque, perché aiutano a sopportare la malinconia.
    Ormai è giornalista professionista. Potrebbe abituarsi a un certo cinismo, occuparsi anche delle cose che non lo divertono. Ma, forse, è incapace di non divertirsi, ovvero di non appassionarsi almeno un poco a quel che fa, siano pure telequiz per telespettatori ragazzi a Rai Uno o libretti per bambini editi da Coccinella o romanzi di fantascienza come Guerre terrestri edito da Rusconi nel 1978.
    È l’anno in cui Tiziano Sclavi comincia a collaborare con l’editore Sergio Bonelli ed è un fatto capitale;idea e/o sceneggia episodi vari di Zagor, Ken Parker, Mister No, Kerry il Trapper e così via. È redattore tutto fare, può fare anche il direttore: nel 1984 dirige la rivista Pilot.
    Solo 15 numeri fantastici ;purtroppo, l’incursione di Sergio Bonelli nel settore "fumetto d’autore" non riscuote il successo che avrebbe meritato.
    Tiziano Sclavi - My Dylan Dog.itCosì Pilot chiude dopo Orient Express pure acquistato dall’Isola Trovata di Bologna.
    In casa Bonelli si torna a parlare di serie popolari. E Tiziano Sclavi che ha appena pubblicato un romanzo breve dal programmatico titolo di Mostri sulla rivista-libro il belpaese delle edizioni Camunia, propone una serie horror.
    Propone il suo mondo. Tiziano Sclavi, infatti, è un poeta dello splatter e insieme non lo è.Non si trovano in circolazione molte sue foto, ma solo alcuni ritratti, ormai famosissimi, realizzati da Angelo Stano (disegnatore ufficiale e copertinista di dyd) e Alfredo Castelli.
    Lui si sente eccessivo, a partire dalla sua descrizione fisica che ha emanato in alcune sue note personali: "altezza: 1,82. Larghezza: 1,82. Profondità: 1,82. Sostiene di avere il doppio dei suoi anni, cioè 76, perché ognuno ha l’età che si sente...".
    Tiene a dire anche che l’unica sua immagine conosciuta è opera di A. Castelli -sceneggiatore di Martin Mystere-, e "in realtà non è affatto una caricatura, ma un ritratto iperrealista".

    Dylan Dog è il suo figlio prediletto, il preferito, quello che più ha preso dal padre, un eroe costretto alla solitudine, isolato in una società che non può capire una professione così assurda, un uomo sempre alla ricerca di un amore che dura al massimo lo spazio di 98 pagine per poi spegnersi con le lacrime della separazione e dell'oblio. Sclavi sceneggiatore è invece un abile creatore di emozioni e sorprese, un regista che sa offrire in ogni tavola inquadrature, dissolvenze e montaggi accuratamente studiati. Insomma, citando una frase del disegnatore Giampiero Casertano: "Tiziano è un bambino triste che, crescendo, ha scoperto la sua genialità e l'ha data in pasto agli altri". Sclavi ci ha raccontato storie di mostri, di vampiri e di fantasmi con una tale forza da convincerci di essere stato il primo a proporre al gran pubblico queste emozioni:lui spettacolarizza un "male di vivere" così come ha sempre fatto la fantasia popolare. L’insicurezza, la paura della solitudine, la disillusione trovano una loro fisionomia nel folle che gira armato di scure per le vie di Londra come nei vampiri in cerca di sangue innocente.
    Una forte carica di simbolismo è associata a una quotidianità che il lettore conosce molto bene.

    • Sclavi prima di Dylan Dog
    Da oltre vent’anni il nome di Tiziano Sclavi viene invariabilmemte avvicinato a quello di Dylan Dog perché l’indagatore dell’incubo è stato, e rimane, il suo personaggio più riuscito. Ma l’attività di scrittore e sceneggiatore di fumetti di Sclavi è iniziata molto prima, a metà degli anni Settanta quando, spesso insieme ad Alfredo Castelli, ha iniziato a collaborare col Corriere dei Piccoli, poi con quello dei Ragazzi come si sarebbe chiamato dopo, e altre riviste e periodici di fumetti.

    In quel periodo, prima di approdare alle edizioni Bonelli nel 1981, ha inventato almeno una dozzina di personaggi, tutti originali ma anche spesso troppo presto dimenticati. Alcuni hanno superato brillantemente la barriera del tempo, e vengono ricordati ancor oggi, come la coppia di stralunati detectives che si chiamano Altai e Jonson, che fanno del loro... peggio in una San Francisco non sempre riconoscibile, o come Silas Finn, poco eroico personaggio di un West selvaggio di tanti decenni fa. Entrambi i cicli sono stati disegnati da Giorgio Cavazzano che ha arricchito gli ironici e disincantati testi di Sclavi con il suo stile venato di umorismo.

    Nel 1983, mentre già sceneggiava alcuni albi di Ken Parker, Zagor, Mister No e altri personaggi bonelliani, Sclavi ha ideato Kerry Scott, inserito nelle ultime pagine delle ristampe del Comandante Mark. Scott era un trapper che nel West ottocentesco andava alla ricerca del padre misteriosamente scomparso. Non sarebbe stato un compito facile perché Scott s’imbatteva quasi sempre in ogni sorta di nemici. Oltre a quelli tradizionali come pellerossa o fuorilegge, il trapper doveva combattere contro avversari insoliti e pericolosi, come zombi viventi, misteri strani, nemici invisibili e incubi di ogni genere, insomma contro tutti quei nemici che qualche anno dopo avrebbero reso la vita difficile a Dylan Dog, al punto che possiamo dire che le storie di Kerry Scott siano state una sorta di prova generale per la nascita di Dylan Dog. Il ciclo di Kerry Scott - disegnato principalmente dall’aretino Mario Bianchini e dai fratelli abruzzesi Domenico e Stefano Di Vitto - è stato ora raccolto in un volume dalle edizioni BD, che permette di gustare questa piccola saga western in parte dimenticata, e di scoprire i pur labili punti di contatto esistenti tra Scott e l’indagatore dell’incubo, compreso l’umorismo sempre presente nei lavori di Sclavi, anche quando è assente Groucho.
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